Oratorio Mater Divinae Gratiae
MUSICA PER LA
NOTTE DI NATALE, MUSICA PER TUTTI I GIORNI
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Uno sguardo
al progetto: l'Oratorio Mater Divinae Gratiae
è musica per la Notte di Natale o, se vogliamo, un concerto
dedicato alla maternità di Maria; brani con
testi in italiano, latino, greco antico e genovese, accompagnati dalla
proiezione di immagini.
Il concerto dura circa un'ora e, nella sua forma attuale, vede
coinvolti cinque musicisti
Stefano
Bosi, fisarmonica - Sandro Secchi - chitarre, Paolo Besagno -
pianoforte, voce, elettronica, Elena Besagno - chitarra,
Gianmarco Molinari . sax tenore.
Stefano Bosi
Nasce a Sestri Levante il 15 dicembre 1970.
Studia fisarmonica tradizionale e classica a 12 anni sotto la guida del maestro A. Davin
i. Dal 2004 partecipa al progetto
...ruhe!..ruhe!
Elena Besagno
Genova, classe 1996, studia chitarra classica presso la scuola
di musica Emilio Borzino, con il M° Paola Lanzola e il M°
Topini.
Sandro Secchi
Genova, Aprile 1964. Chitarrista dotato di una immensa capacità
di ascolto - non solo musicale - Sandro è un grande. Non
c'è davvero altro da aggiungere.
Paolo Besagno
Genova, Agosto 1964. Biografia e informazioni alla
homepage di questo sito.
Ave
Maria:
(mp3)
Il libro del Qoelet ci avverte:
niente
di nuovo sotto il sole.
In questo brano, in fondo, non ci sono
novità, se non quella contenuta nel meraviglioso messaggio
dell'arcangelo Gabriele. (scusate se è poco)
Si tratta della bellissima antifona mariana, sorprendente nella sua attualità.
Ho mantenuto il testo in latino avvalendomi, per quanto riguarda la
sonorità, di una voce etnica di contralto,
(www.canterini.org)
presa in prestito alla tradizione del canto popolare genovese.
La foto dell'Apparizione, nei pressi del Santuario di Nostra Signora
della Guardia - Ceranesi (Genova) è di Massimo Barattini.
Nativo
Gheuga gheugagna, Martin o l'è anaeto in Spagna, ligou de 'na lazagna, o figgeu o l'è chì e o se lagna...
O ma de tutti i giorni pe-o dì d'ancheu o l'è paegio de quande se credemmo che poriescimo stà megio
De quande no s'intende che o nostro ese grammi o l'è solo 'n momento pe no poèi curà i affanni. Magari...
Ti a sentivi 'na voxe de lontan, ch'a vegne chì da-a rente e a
te veu piggià pe man, ma tì ti-a tii inderre, ti o veddi?
O l'è teu frae, o so che le o l'è sporco, o so che le o
l'odua, ma gite 'n po' inderrè no ti veddi ch'a l'è a teu
coa? De paggia! Che comme t'aviàn dito a porta raggia,
piccaggia...
Tu dolcissima Madre (mp3)
Tu dolcissima Madre della grazia Divina,
unico raggio di sole che mi illumina il volto
umile serva del Cielo, grande come il creato
un fiore fragile e forte come la mano di Dio
in ogni piega del manto tu profumi di rose
quante sono le cose che vorrei dirti adesso
allontana i tuoi fiigli dalle insidie del male
porta attraverso la quale
è entrato nel mondo Gesù.
In questo brano convivono più lingue:
l'italiano, il
latino, il greco antico e il genovese. La traduzione del testo in greco
antico è di Aldo Giavitto.
Traduzione del testo genovese
E quando piove sul
bagnato e il cuore è di pietra, quando un dolore ti toglie
il respiro, pensa al nome di Maria
Bastone per appoggiarsi, perdono infinito, tetto per trovare riparo
quando in cielo c'è il tuono
E se non hai più parole e non riesci a pregare, quando una
lacrima cade sul viso e fa male; quando sei in mezzo a tutta questa
gente, vuoi solo un po' di pace, lei ti si siede accanto e tace.
Pastori (mp3)
Sono sempre al margine, quasi sempre danno noia; vivono sulle
montagne e finscono poi per rassomigliare agli animali che accudiscono.
Ma tutta la nostra storia comincia proprio da loro, dagli ultimi che,
nel grande paradosso della salvezza, finiscono per essere i primi.
In città non li vuole nessuno, nessuno si fida di quei mezzi furfanti...nessuno tranne Lui!
Giuseppe
parla a Maria (mp3) è
la storia di una lunga notte insonne. Giuseppe ha appena saputo che la
sua futura sposa aspetta un bambino.
Momento davvero difficile!
Giuseppe si fida, crede nei sogni, soprattutto quando a sognare
sembra essere proprio Dio e così, in fondo al tunnel, ad
attendere il giovane falegname, c'è la Luce.
Si può scrivere una storia così?
E' davvero difficile. Forse si può solo raccontarla in modi diversi...
'Na reuza: Una
rosa (mp3)
E' la rosa immarcescente, il fiore che non appassisce. Tutti i giorni
posso vederla, ma devo restare ben nascosto.
Quella che segue è la traduzione italiana del testo genovese.
Qualche volta prendo in
mano un
libro, ma le parole non le capisco, sembrano scarabocchi; e
pensare che quei segni messi su una riga forse sono solo le nostre
povere cose...
Altri giorni guardo sul giornale e le maschere che vedo sembrano uscite
da un sogno, poveri cristi in un appartamento tanto grande, mai finito,
e già rovinato.
E quando i nostri vecchi ci raccontavano che i camion dei tedeschi
portavano via le persone, si pensava solo ad una cosa: che una bestia
tanto cattiva non potesse essere esistita.
Ora il tempo si diverte e il gatto è un topo, ma la fine
della
favola non cambia, anche perchè la pace è su un
diario
pieno di fogli bianchi e lì ormai non ci scrive
più
nessuno.
E pensare che nella mia vita c'è una rosa, che per guardarla
devo stare ben nascosto; tutti i giorni esce che è mattina,
si
specchia, fa un sorriso;
Anche se tu vuoi guardarla, non puoi, o forse lo credi,
perchè
la voce di un bimbo ti parla come vuole; raccontami una storia
Sembra che l'uomo giochi una partita, dove la cosa più
importante sia stabilire chi sia il più forte e non importa
se
per farlo si schiacciano come mosche il figli di questo mondo.
Così diversi e tanto strani, che solo a guardarli fanno
così paura, fratelli piccoli e stanchi li abbiamo fatti
così poveri che sembrano dimenticati perfino dal Cielo